USB perchè indica connessione con il pianeta, sul piede sinistro perchè sono mancino corretto, quindi è la mia parte più naturale. L'USB perchè l'uomo utilizza sempre una tecnologia per le sue azioni e l'USB è universale, il suo simbolo rappresenta il fatto che sia un unico mezzo per connettersi a diverse forme di tecnologia. La posizione perchè indica una mimesi rispetto alle dita e alla forma del piede.
"Today, the cold war has disappeared but thousands of those weapons have not. In a strange turn of history, the threat of global nuclear attack has gone up. More nations have acquired these weapons. Testing has continued. Black markets trade in nuclear secrets and materials. The technology to build a bomb has spread. Terrorists are determined to buy, build or steal one... Some argue that the spread of these weapons cannot be checked-that we are destined to live in a world where more nations and more people possess the ultimat tools of destruction. This fatalism is a deadly adversary. For if we believe that the spread of nuclear weapons is inevitable, then we are admitting to ourselves that the use of nuclear weapons is inevitable.. So today, I state clearly nad with convinction America's commitment to seek the peace and security of a world without nuclear weapons. I'm not naive. This goal will not be reached quickly-perhaps not in my lifetime. It will take patience and persistence. But now we, too, must ignor the voices who tell us that the world cannot change." BARACK OBAMA, PRAGUE, 2009
Ovvero, ritorno al vecchio stile, ovvero, scrivo un pezzo come se fosse vomitomerda di inizio 2007, magari tecnicamente un po’ più raffinato, magari no.
Questo pezzo tratta del belloccio dei Radiohead. Ed O’Brien. Quello che nei concerti sta sul palco, a sinistra (e dico che sta a sinistra e non a destra perché suppongo tu, caro lettore, NON sia uno dei Radiohead), quello che, parliamoci chiaro, non fa un cazzo. Sta li, chitarrina in mano, suona, con pennata rapidissima e inconsistente, riff, giri... Cose ben al di sotto della soglia dell’udibile – cose che, tra l’altro, il fan saccentello che hai sempre vicino ad un concerto dei Radiohead ti definisce, nell’ordine: evocativi, mistici, “atmosfera”. Ora, che il fan saccentello non le senta nemmeno lui le cose che fa il belloccio, non te lo rivelerà mai, ma è così, il belloccio finge. Vi sfido, sfido te Impo, sfido pure la cieca di Sarabanda a capire al minuto 1.49 cosa cazzo sta suonando il belloccio dei Radiohead.
E fa sempre così. Deve essere terribile. Voglio dire, Thom Yorke è Thom Yorke, è Thom “diochedolore” Yorke. E’ celebre. Canta, suona il piano, suona la chitarra ,“sona chitara sona”. Il piccolo Greenwood pure. E’ quello che fa i live acustici così intimisti con Thom che piacciono tanto alle frangette milanesi e all’intenditore (“comunque Jhonny Greenwood sa suonare bene cinquecento strumenti, dei quali due terzi sono cose che potresti trovare nell’armadio di una segheria, mica cazzi” e ti dà di gomito). Il grande Greenwood, il bassista, vabè, è quello del giro di “The national anthem”, a suo modo lo abbiamo ascoltato un po’ tutti. Sta dietro, in disparte, dietro il belloccio, però si sente che suona. Il batterista, il mio amato Phil Selway, macchina ritmica straordinaria, il genio di “Morning Bell”... Vabè qui sono di parte perché, lo scandisco, a-d-o-r-o Phil Selway.
Poi c’è lui. Il belloccio. La sua pagina di Wikipedia dev’essere stata un parto: l’enciclopedia libera ci comunica che Ed è il più alto della band (sticazzi), che “tiene famiglia”, moglie e due figli (sticazzi^2), che tifa Manchester (notiziona). Ma non ci dice che non fa nulla, che non suona. Niente di niente, lo stronzo. Te lo ritrovi sempre lì, a sinistra sul palco, che bighellona. Sarà per l’estetica? Ed piace alle donne, se si accorgono che esiste. Sarà che i tempi dei muri di suono sono finiti (in effetti tre chitarre non sono mai servite a nessuno), sarà che Ed si è dovuto riconvertire alle “atmosfere rarefatte”, ai “raffinati intrecci chitarra-tastiere”, lui che è chiaramente un grezzone di origini irlandesi, dedito, come gli irlandesi tutti, ai puttanoni, all’alcol e alle schitarrate alle quali poi seguono risse clamorose.
Magari... Magari invece è un timidone. E allora me lo immagino mentre fa ascoltare al gruppo, tutto contento, l’ultimo suo girettino che non si sente. Thom gli urla di alzare il volume della chitarrina, ma Ed nicchia, si disinteressa, ci ha le note nella testa, e le continua a immaginare, le note, gli accordi meravigliosi che suona e che nessuno sente.